All’indomani dell’accaduto ho visitato le comunità della Riviera del Brenta che sono state investite da un tornado di una violenza senza precedenti.
Anche se il nostro territorio non è nuovo a fenomeni atmosferici di questo tipo, la devastazione del tornado che il 7 luglio ha investito i comuni di Dolo, Pianiga e Mira rappresenta una vera e propria calamità naturale.
Desidero esprimere la solidarietà e la vicinanza alle persone colpite, ai familiari di chi ha perso la vita, ai numerosi feriti e alle famiglie che hanno subito danni irreparabili e nel disastro hanno perduto ogni cosa.
Le forze dell’ordine, i sindaci, la protezione civile e i tantissimi volontari si sono spesi generosamente in queste ore generosamente per prestare i primi soccorsi.
Nel sopralluogo ho potuto rilevare di persona la gravità senza precedenti di questo evento atmosferico che ha danneggiato abitazioni, attività economiche e infrastrutture civili.
Lo Stato ha il dovere di non lasciare soli i cittadini e le comunità, a maggior ragione

in caso di calamità con danni, in prima battuta si procede con interventi di emergenza stabiliti con Ordinanze della protezione civile ai sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225. Le risorse necessarie gravano sul Fondo nazionale protezione civile. Quest’anno le dotazioni sono: reintegro fondo P.C. 50,4 milioni.
Se i danni sono gravi, gli enti locali interessati possono chiedere  lo stato di emergenza che è deliberato dal Consiglio dei Ministri Lo stato di emergenza può prevedere anche la sospensione del pagamento di tasse contributi, mutui, versamenti pensionistici, etc.) queste misure hanno una durata limitata nel tempo 90-180 gg. I costi gravano sul fondo emergenze nazionali di cui al decreto legge .n 93 del 2013 che è quantificato annualmente nella tabella C della Legge di stabilità
Fondo emergenze quest’anno è dotato di 144 milioni.
Da osservare che questi Fondi sono di grande mobilità, sono continuamente svuotati e rimpinguati in corso d’anno. La gestione è piuttosto mobile.
Ad esempio nella Legge si stabilità per il 2013 sono stati previsti  (mediante reintegro del Fondo protezione civile) di 47 milioni di euro nell’anno 2013, di 8 milioni nel 2014 e di 50 milioni nel 2015, per realizzare interventi in conto capitale nei territori colpiti dagli eventi alluvionali verificatisi dal dicembre 2009 al gennaio 2010 in Liguria e in Toscana, dagli eventi alluvionali verificatisi dal 31 ottobre al 2 novembre 2010 in Veneto, dalle eccezionali avversità atmosferiche verificatesi nei mesi di febbraio e di marzo 2011 e il giorno 22 novembre 2011 nel territorio della provincia di Messina, dagli eventi alluvionali verificatisi nel marzo 2011 nelle Marche, dalle eccezionali precipitazioni nevose verificatesi nel febbraio 2012 nelle Marche e nell’Emilia-Romagna, nonché dal sisma verificatosi il 26 ottobre 2012 in Calabria e Basilicata e dagli eventi alluvionali verificatisi in Piemonte nel marzo e nel novembre 2011, ed in Toscana ed in Umbria nel 2012.