L’approvazione della missione Italiana in Niger, nella seduta del 15 gennaio della Camera dei Deputati, rappresenta l’ultimo atto della XVII Legislatura.

Molti amici, in questi giorni mi hanno chiesto come ho vissuto 5 anni di attività legislativa.

Non amo fare bilanci, conservare articoli o ritagli di giornale perché sono abituato a vivere i compiti che mi sono stati assegnati con estrema normalità, tuttavia non posso negare che, sul piano personale, ritengo un onore e un privilegio aver rappresentato il popolo Italiano (perché questa è la prerogativa Costituzionale di chi viene eletto) in seno all’assemblea Parlamentare.
Per le valutazioni politiche ci sarà modo e tempo.
Tuttavia sono consapevole che questa esperienza mi è stata di grande valore umano e professionale. Sia per le persone che ho incontrato, sia per i temi di cui mi sono occupato.
Nello svolgimento dell’attività ordinaria ho compreso che l’Italia è un Paese difficile da governare, complesso e contraddittorio ma dotato di istituzioni serie e solide, che sono costituite dagli eletti ma anche da personale dello Stato che è capace e preparato.
Nella prima parte del mandato mi sono occupato principalmente dei temi legati alla Difesa. Sono stato relatore dei decreti legge di finanziamento delle Missioni Internazionali, e anche della Legge Quadro che è attualmente in vigore per l’autorizzazione delle missioni all’estero.
Parallelamente sono stato, per 3 anni e mezzo, componente dell’Assemblea Parlamentare della Nato in rappresentanza del Parlamento Italiano. Una esperienza straordinaria che mi ha consentito di conoscere le istituzioni degli altri paesi Nato e di quello con cui esiste una cooperazione a livello militare e di intelligence.
È stato un periodo intenso, segnato dalle complicazioni delle relazioni con la Federazione Russa, l’instabilità crescente del Medio Oriente e dell’area del Golfo Persico, dal fallito golpe in Turchia, del fronte internazionale contro lo Stato Islamico.
Comprendere e conoscere le questioni internazionali dall’interno è una delle cose più belle che possono accadere a chi ha passione per la politica.
Nell’ultimo anno ho invece spostato il mio impegno sul fronte interno. Infatti ho presieduto la commissione d’inchiesta che si è occupata dello stato di degrado delle grandi città e delle periferie. Ho avuto modo di approfondire i temi della sicurezza, della qualità della vita, dello sviluppo urbano. Il lavoro mio, e di altri colleghi ha dato vita a una relazione che contiene indirizzi importanti per l’azione politica dei prossimi anni.
Se si può dire così….ho avuto il privilegio di occuparmi di questioni importanti, e spero di averlo fatto con il giusto impegno e la giusta sensibilità.