Caro Matteo,

La tua lettera mi ha fatto molto piacere.

È comunque un avvenimento importante e non scontato essere riconosciuti nel proprio lavoro.
Inoltre mi sono reso conto della quantità e della qualità degli argomenti che abbiamo affrontato, pur partendo da una situazione complessa sul piano politico e fragile sul piano economico.

 Ciascuno di noi ti ha dato fiducia, come ricordavi nella lettera, personale e politica.
Anche se non è facile fidarsi di chi ha coraggio, di chi vuole cambiare e desidera a tutti i costi voltare pagina.

Il fatto di avere una marcia in più, in un Paese abituato a premiare la mediocrità, il politicaly correct e il desiderio di conservare, può essere un problema e tu oggettivamente una marcia in più hai dimostrato di averla.

Si potrà pensare che non sei stato democratico, che non hai concertato, che sei stato autoritario….ma ti sei assunto la responsabilità di decidere inaugurando uno stile nuovo. Coraggioso, in una parola.

E sono certo che i fatti alla lunga ti daranno ragione.

Nell’augurarti buone vacanze, sempre che al presidente del consiglio sia concesso qualche giorno di stand by (cosa assolutamente normale nelle grandi democrazie, ma che il Italia continua a dare scandalo) desidero affidarti due semplici riflessioni.

La prima è questa. Il Paese non ha ancora la sensazione che le cose stanno migliorando.

Abbiamo fatto molte riforme, ma il più dobbiamo ancora farlo.
La riduzione delle tasse! La limitazione dell’invadenza burocratica dello stato nella vita dei cittadini e delle imprese! La guerra alle aree di spesa pubblica fuori controllo! Una politica seria sull’immigrazione! Una nuova stagione di investimenti per infrastrutture moderne! Queste sono le partite su cui ci possiamo cimentare e possiamo cambiare l’Italia.

La seconda è più politica e riguarda il PD, il tuo partito. Ciascuna delle cose che abbiamo fatto, avrebbe potuto incidere di più sulla vita degli italiani…se il tuo partito non avesse messo zeppe e freni.

Non so come dirtelo, forse sono scortese…ma nel PD ci sei tu, che sei un vero convinto del cambiamento e di portare nel futuro l’Italia….poi ci sono quelli, e sono tanti, che sono i peggiori conservatori d’Europa. Insomma è un incesto sulla quale devi fare qualche riflessione.

Non lo dico per te. Per la simpatia personale mi può forse dispiacere un tuo fallimento…ma consentimi di essere molto più preoccupato del fatto che se fallisci tu, fallisce il Paese.

Grazie della lettera.

Ciao e buone vacanze.