Il Ministro Alfano ha lavorato tenacemente in questi mesi ma ha conseguito un importante risultato sul fronte dell’immigrazione. Da oggi l’Italia non è più il ventre molle d’Europa. Il ricollocamento dei migranti nei Paesi UE e i primi rimpatri che stanno avvenendo in queste ore rappresentano la direzione giusta per governare i flussi migratori.

In Italia risiedono regolarmente milioni di migranti, perfettamente integrati che offrono il proprio contributo alla crescita sociale ed economica del Paese.
Ciò è senza dubbio un fatto di grande valenza che testimonia i valori del popolo Italiano, disponibile ad accogliere chi vuole portare un contributo alla crescita e chi si trova veramente nelle condizioni di rifugiato politico o di peso a che fugge delle atrocità della guerra.
Diversamente da oggi è chiaro che non c’è spazio per chi si avventura in modo illegale.
Il rischio dell’ingresso illegale nel nostro Paese non vale la candela perché la posta in gioco sarà sicuramente il rimpatrio.
Ciò non significa che l’Europa e l’Italia disconoscono le situazioni di difficoltà e povertà che sono alla radice del grande esodo dai pesi Africani, verso alle coste dell’Europa, ma l’accoglienza priva di criteri, che si basa sul buonismo ipocrita, non è la soluzione.
È necessario rafforzare l’impegno europeo perché la democrazie e l’economia dei pesi Africani possa crescere rapidamente affinché siano assicurate condizioni di vita dignitosa a quei popoli verso i quali l’Europa è debitrice, anche in virtù dei secoli di colonialismo, che hanno contribuito a sottrarre opportunità di crescita al continente africano.