Due giorni di lavoro della Commissione Parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e degrado delle città e delle periferie, si è tenuta anche a Mestre con una serie di audizioni riservate della Commissione a varie associazioni e Comitati operanti nel territorio veneziano, in cui sono state toccate varie tematiche, da quelle più generali dell’ordine pubblico e della sicurezza, ad altre, più circostanziate, come ad esempio la gestione delle case popolari o la spinosa questione dei nuovi stranieri non accompagnati.

A Venezia Mestre c’è una realtà associativa viva, impegnata a contenere il degrado e le difficoltà di una città che, come altre in Veneto, ha subito un progressivo spopolamento di attività economiche dal centro, cui e’ corrisposto l’insediamento di degrado e insicurezza. La stazione, via Piave, alcune zone di Porto Marghera sono esempi di questo degrado. Va detto che l’amministrazione e le realtà associative stanno facendo molto per la riqualificazione urbana e l’assistenza alle varie marginalità con grandi sforzi. Per fare di più e al meglio servono più fondi e risorse. A Mestre sono state fatte cose importanti dal punto di vista della sicurezza. Abbiamo avuto oltre 100 militari nell’ambito del progetto strade sicure, l’amministrazione ha provveduto all’assunzione di 70 nuovi vigili urbani. Ma lo Stato nazionale deve essere molto più attento alle esigenze emergenti, in modo particolare alla tratta di minori stranieri non accompagnati, soprattutto di nazionalità albanese, che e’ stata segnalata dalla commissione dall’assessore Simone Venturini.

L’assessore all’urbanistica De Martin ha illustrato alla commissione i progetti di riqualificazione avviati dal comune di Venezia a Mestre. Si tratta di progetti molto interessanti, come il Mof e la nuova piscina di Marghera, l’ampliamento del nuovo ostello e delle tre strutture alberghiere di via Marcello a Mestre, utili per riqualificare aree dismesse da tempo e che potranno senz’altro rappresentare un ottimo volano economico e turistico per la città. Il connubio tra pubblico e privato, messo in atto dall’amministrazione comunale di Venezia rappresenta un ottimo esempio da esportare in altre città . Quello che serve e’ accelerare l’iter burocratico delle procedure pubbliche per agevolare e favorire gli investimenti e l’apporto dei privati.