Apparentemente la Corea del Nord non è stata un grande problema per l’amministrazione Obama, nonostante il regime di Pyongyang non abbia mai avuto toni rassicuranti nei confronti degli USA e della Corea del Sud. Tuttavia l’amministrazione Trump ha mostrato da subito un’accelerazione e la chiara volontà di risolvere, in un modo o nell’altro, il problema Corea del Nord.

Ma cosa si cela dietro questo cambio di rotta che preoccupa tutta la comunità internazionale?

La questione è molto semplice: il Pacifico è diventato la vera area di interesse degli USA, principalmente per due ragioni. la prima è di carattere esclusivamente economico, poiché tra il mare cinese e il mar del Giappone transitano il 70% delle merci di tutto il pianeta.

Il secondo è di carattere geopolitico, ovvero la Cina è diventata l’altra super potenza con cui gli USA hanno necessità di confrontarsi. Sia sul piano economico (è un mercato immenso e per certi versi inesplorato), sia sul piano strategico militare dal momento che la Repubblica Popolare Cinese sta compiendo passi da gigante sui sistemi d’arma aerei e navali. In questo scenario la Cina potrebbe essere il miglior alleato degli USA per la pace e la stabilità dell’area del Pacifico, oppure potrebbe diventare il peggior nemico.

Il dossier Corea del Nord da questo punto di vista rappresenta il banco di prova. Se la Cina saprà farsi carico di riportare nel giusto binario la folle corsa agli armamenti atomici dell’ex alleato della Corea del Nord, trovando così un punto d’intesa con gli interessi di sicurezza nazionale USA, potrebbe rappresentare l’inizio di una fase di stabilità. Contrariamente se gli USA decidessero di agire in modo unilaterale l’intera area del Pacifico sarebbe stabilizzata.