Ogni stagione punta i suoi frutti e a gennaio arriva l’influenza. Non sono più i tempi dell’asiatica, ma anche la suina è impegnativa per le famiglie, medici, pediatri, farmacisti. Tutto sommato un piccolo malanno, che reca un grande trambusto.

In certe circostanze può capitare che i padri si aggirino per le farmacie con illeggibili ricette (chissà perché i medici devono scrivere in quel modo) in cerca di antibiotici, supposte, sciroppi, fiale di fisiologiche per aerosol.

Un po’ sovrappensiero, e attento a non dimenticare nulla, è toccato anche a me di far provvista di medicinali e al momento del conto, lo zelante farmacista, mi chiede se ho intenzione di dedurre fiscalmente lo scontrino. Un po’ per la coda di avventori, un po’ perché il valore era inferiore ai 10 euro mi affretto a dire “non importa grazie”.

Il farmacista ghignando si lascia scappare un “d’altra parte con tutti i soldi che prendono gli onorevoli!”.

Dopo una frazione di secondo in cui ho provato a capire se avevo compreso bene, mi è uscito naturale “guardi che l’ultimo dei farmacisti, guadagna di più di un parlamentare”….mentre me ne andavo l’ho sentito farfugliare qualcosa sul fatto che i farmacisti fanno un servizio pubblico, che lavorano tanto….

Alle critiche sono abituato. Agli insulti anche. Se hai paura di critiche e insulti, non puoi fare politica, ma l’ipocrisia da sempre fastidio. Della politica si è detto di tutto, dei privilegi, delle iniquità, di quanto si è tolto e di quanto resta da togliere. Ma senza rinunciare a criticare la politica, a chiedere l’esempio, la coerenza e la sobrietà….vogliamo per esempio parlare dei farmaci e dei farmacisti, e dei costi che ricadono sui cittadini in virtù di un regime di monopolio ad appannaggio di case farmaceutiche e di reti di distribuzione, unico in Europa?

E quando avremo finito con siringhe, antibiotici e supposte, scopriremo che si dovrebbe parlare anche di tanto altro.