In questi mesi moltissime persone mi hanno chiesto delucidazioni rispetto all’atteggiamento del presidente Trump nei confronti della NATO, anche in virtù delle dichiarazioni che egli stesso ha fatto in campagna elettorale.
Sappiamo che la NATO  è una alleanza politica – militare che corre sull’asse dell’Atlantico, un patto di difesa che unisce i paesi del Nord America, il Regno Unito e i paesi Europei. e sappiamo anche che la NATO, eccezione fatta per l’ultimo intervento in Iraq e Siria contro il Califfato, è stato di fatto il soggetto attuatore delle risoluzioni dell’ONU, quando si è contemplato l’uso della forza.


È pensabile che Donald Trump voglia chiudere la NATO? Io credo che questa ipotesi è assolutamente inverosimile e che il Presidente abbia interpretato un “sentiment” comune negli Stati Uniti (che sono il principale azionista e contributore della NATO) secondo cui si ritiene che non sia più giustificabile il fatto che gli States provvedano, sul piano delle spese e delle truppe, alla difesa Europea.
Poteva avere un senso nel primo dopoguerra, o durante la guerra fredda. Ma oggi gli Stati Uniti esercitano la supplenza di difesa in Europa solo perché l‘integrazione europea non ha previsto uno step di sistema di difesa comune.
27 eserciti, 27 sistemi d’arma, 27 servizi….che non dialogano tra di loro, costituiscono una spesa enorme a cui non corrisponde evidentemente l’efficienza militare che sarebbe necessaria per reggere il confronto con la Federazione Russa e con le sfide che pongono i paesi del Medio Oriente e del Nord Africa che si affacciano sul Mediterraneo.
Inoltre Trump ha ben presente che il confronto, sul piano militare ed economico, per gli State sarà ad Oriente e più precisamente con la Repubblica Popolare Cinese.
Governare in modo diplomatico la retorica neo – imperialista di Putin e spendere meno per la difesa europea, è funzionale a concentrare risorse a oriente, per risolvere militarmente i conflitti aperti con il fronte del fondamentalismo islamico e per reggere il confronto con la Cina.
In questo senso Trump è meno “bizzarro” di quanto viene dipinto dai media europei. ha ben chiaro l’interesse Nazionale degli Stati Uniti e che per perseguirlo necessita di dollari, uomini e mezzi.
In definitiva, il problema non è l’atteggiamento di Trump ma l’inedia europea di fronte ad un mondo meno sicuro e prevedibile, che chiede di rimettere in campo una strategia moderna di difesa.