Ho letto l’intervista integrale di Davigo su il Corriere. La ritengo di una gravità assoluta, nei toni e nei contenuti.

Dimostra un pregiudizio assolutamente incompatibile con il suo ruolo di giudice prima che di presidente dell’associazione nazionale magistrati.

Mi auguro che, proprio per la credibilità di cui gode, l’ANM assuma i provvedimenti necessari affinché il dialogo tra potere politico e potere giudiziario trovi il percorso sereno di cui c’è bisogno.
Intanto,siccome in quanto politico ha dato del ladro anche a me, mi riservo di verificare gli estremi della querela nei suoi confronti.
Viste le dichiarazioni di Davigo ritengo inoltre doverosa e opportuna l’apertura di un’inchiesta seria e indipendente sulle vicende di Tangentopoli.

Perché se la storia della Repubblica è stata riscritta da uomini con pregiudizi simili ai suoi è lecito avere un dubbio su indagini e sentenze che hanno abbattuto un sistema politico, dando vita ad una nuova fase della vita Repubblicana.
Ci sono molti episodi in cui la politica non ha dato il buon esempio, ma nel mio percorso ho incontrato nella maggior parte dei casi uomini e donne oneste che hanno dedicato del tempo al servizio della Repubblica.

Davigo non si può permettere neppure per scherzo o nella fretta di un intervista di mettere in dubbio l’onorabilità e la dignità di queste persone. Non lo trovo un fatto inopportuno. Lo trovo vergognoso e basta.