“Bisogna gettare il cuore oltre l’ostacolo e fare il partito di Matteo Renzi senza chiedere il permesso a Renzi stesso”. Andrea Causin è un deputato di Area popolare che, come Fabrizio Cicchitto, vuole rottamare Ap. Ma Causin vuole rottamare pure Cicchitto. Il deputato centrista viene dal mondo delle Acli, poi è stato nel Ppi di Mino Martinazzoli e, dopo anni passati a far politica a livello locale, nel 2007 ha aderito al Pd. Veltroniano, se ne va quando diventa segretario Pierluigi Bersani. Dopo un rapido passaggio nel movimento di Luca di Montezemolo, è approdato a Scelta civica, partito con cui diventa deputato nel 2013. Infine, quando Mario Monti decide di lasciare la politica attiva, è entrato in Ap. Ma ora vorrebbe rottamarla.

Perché, deputato?

Perché è stata una sommatoria di sigle che non ha funzionato e ora ha esaurito il suo compito. Adesso è giunto il momento che tutte le forze di centro, riformiste, che stanno contribuendo insieme al Pd alle riforme del governo, sciolgano le vecchie sigle, i vecchi brand, per dare vita a una nuova forza politica, un movimento con uomini nuovi.

Alfano e Casini dovrebbero auto pensionarsi?

Tutti possono far parte di questo progetto. Compresi Alfano, Casini, Cicchitto e Schifani. Ma non può essere chi è sul campo da anni a guidarlo. Ci vogliono persone nuove che possono essere scelte con le primarie.

Facile a dirsi, difficile a farsi…

Per nulla, guardi cosa è successo a Venezia con Brugnaro. Ecco, noi dobbiamo seguire quel modello.

Lei vuole una rottamazione di centro…

Esattamente. Ma non tratto da lebbrosi quelli della vecchia guardia. Tutti sono utili.

Anche Verdini?

Non gli chiudo la porta, a patto che resti, come gli altri, un passo indietro.

Il dibattito è esploso da quando in Ncd c’è stato lo strappo di Quagliariello.

Sì, ma io sono disinteressato alle polemiche fatte solo per tatticismo. Dico che c’è un bel manipolo di senatori e deputati di diverse forze politiche (Udc, Ncd, Scelta civica) che stanno sostenendo le riforme del governo. Sono delle buone riforme perché Renzi, come tutti gli audaci, è pure fortunato. Ma ha bisogno di un sostegno al centro e noi siamo pronti a darglielo. Si deve trasformare la maggioranza numerica in maggioranza politica.

Perché gli italiani dovrebbero votare un partito di centro e non direttamente il Pd?

Perché – e lo abbiamo visto in questi giorni – nel Pd c’è ancora un forte nucleo conservatore e di sinistra che è il vero nemico del premier. Non fanno altro che criticarlo cercando di mettergli il bastone tra le ruote. Renzi, però, non scioglierà mai il suo partito, continuerà a guidarlo cercando di imporsi sulle frange più conservatrici. Ma ad aiutarlo ci saremo noi, dall’esterno.

Sulle unioni civili, però, sarà battaglia.

Io credo che i nostri elettori, anche i più credenti, siano molto più avanti di noi e sanno che una legge ci vuole. Io, che vengo dal mondo cattolico e puzzo di sacrestia, dico che una norma va fatta. Poi sul come si potrà trovare un giusto compromesso. E sono sicuro che la pensa così pure Alfano.

Il Vaticano si sta facendo sentire.

La Chiesa e i vescovi fanno il loro mestiere ed è giusto che si esprimano. Ma il legislatore è il Parlamento, che deve agire laicamente in piena autonomia.

Quando si parte?

Il prima possibile, siamo già in ritardo.