Dopo circa un anno di attività la commissione di inchiesta sul degrado e la sicurezza delle periferie che presiedo ha tirato le somme sull’attività svolta.

Nelle ultime settimane è emersa la consapevolezza di avere svolto un lavoro importante sia nel merito che nel metodo.

La Commissione ha affrontato il tema della situazione del degrado e del rischio connesso alle condizioni di vita nelle periferie delle grandi città Italiane in modo serio, coinvolgendo nelle attività d’Aula soggetti istituzionali, associativi, rappresentanti delle categorie economiche, comitati e cittadini.

Congiuntamente, e questo è l’aspetto innovativo del nostro lavoro, abbiamo scelto di comprendere sul campo, attraverso visite e sopralluoghi nelle grandi città italiane, la potata e la natura di problemi e fenomeni che sono stati portati all’attenzione della Commissione.

L’accoglienza civile e costruttiva, che abbiamo riscontrato durante le visite è, a mio modo di vedere, la misura della serietà con cui abbiamo affrontato il compito che ci ha affidato il Parlamento Italiano.

Lo abbiamo evidenziato nella relazione che abbiamo approvato, ma è un concetto che voglio ribadire:

sarebbe presuntuoso ritenere che un anno di lavoro, su un tema così grande, delicato e complesso, possa aver consentito a questa Commissione, di avere un quadro completo ed esaustivo dei problemi che caratterizzano il tessuto urbano delle nostre città e delle persone e comunità che ci vivono.

E sarebbe ancora più presuntuoso ritenere che questa Commissione, in così poco tempo, possa essere in grado ti tracciare in modo esaustivo e dettagliato le scelte e le azioni di contrasto al degrado e di rigenerazione urbana.

Certamente invece, possiamo affermare che la Commissione d’Inchiesta di cui siamo componenti, ha avuto un ruolo determinate per riportare al centro dell’agenda politica e del dibattito dell’opinione pubblica una questione urgente come quella della situazione in cui versano le città Italiane. E, credo, soprattutto per merito del nostro lavoro, le Periferie nei prossimi anni potranno tornare ad essere un tema centrale dell’agenda politica del Paese.

>> Leggi la relazione allegata