Ho chiesto al Ministro della Difesa avendo appreso che ha scelto di rompere il fronte europeo oltre che azzerare la missione militare Europea Sophia Eunavformed, la cui efficacia è riconosciuta da tutte le organizzazioni, quali iniziative intenda adottare al fine di evitare l’incremento degli sbarchi e delle morti in mare.

Le affermazioni di  fanno crollare il confine marittimo con la Libia.
Il Ministro della Difesa si è assunto la grave responsabilità di romperete il fronte Europeo della missione navale Europea Sophia Eunavformed, di cui tra l’altro l’Italia aveva il comando.
Contrariamente a quanto ha affermato il Ministro la missione, a partire da giugno 2015, ha operato in tre direzioni
La prima, legata alla sorveglianza e la valutazione delle reti di contrabbando e traffico di esseri umani nel Mediterraneo.
La seconda volta al monitoraggio, la ricerca e, se necessario, diversione di navi sospette.
La terza relativa allo smaltimento delle navi e delle relative attrezzature, preferibilmente prima dell’uso, finalizzata a fermare i trafficanti e contrabbandieri.
I Paesi dell’Unione Europea, guidati dal nostro comando navale hanno costituito, in questi quattro anni, un vero e proprio confine marittimo tra la Libia e l’Italia, producendo una riduzione significativa di sbarchi, intercettazione e distruzione delle reti del commercio di esseri umani attraverso gli scafisti.