I minori stranieri non accompagnati sono titolari dei diritti in materia di protezione dei minori a parità di trattamento con i minori di cittadinanza italiana o dell’Unione europea. 

Tale sistema, creato per tutelare i minori bisognosi che scappano dalle zone di guerra, spesso viene abusato da minori provenienti non da zone di guerra ma da altri Paesi, come ad esempio Albania e Kosovo, i quali, pur avendo parenti in Italia, usufruiscono dell’accoglienza fornita dal Comune anche al fine di ottenere più facilmente il permesso di soggiorno, violando in tal modo un sistema nato per tutelare chi ne ha diritto;

tali problematiche sono state sollevate nei giorni scorsi dall’Assessore alla Coesione Sociale, allo Sviluppo Economico del Territorio, del Comune di Venezia Simone Venturini, il quale ha affermato che il Comune di Venezia mette in bilancio ogni anno per tale servizio, circa 2,4 milioni di euro, di cui 1,4 milioni sono rimborsati dallo Stato. A Venezia, tra i 418 casi seguiti nel 2017 (di cui 267 nuovi arrivi) e i 207 dei primi sei mesi di quest’anno (107 nuovi), un minore non accompagnato su due proviene da Kosovo e Albania;

tale situazione, oltre a creare un problema di equità, crea un problema economico per i Comuni e un aggravio di lavoro per le Forze dell’ordine, impegnate nelle procedure di identificazione e di messa in sicurezza dei minori non accompagnati,

Ho depositato un’interrogazione con la quale chiedo al Ministro dell’Interno Salvini, quali urgenti iniziative intenda adottare al fine di agevolare i Comuni nella gestione del fenomeno e se non intenda intraprendere accordi con quei Paesi dei Balcani, dai quali proviene un numero significativo di minori, spesso lasciati soli al confine dagli stessi familiari, affinché la polizia di frontiera faccia indagini più accurate su di essi.