Ho chiesto al Ministro dell’Interno se ritenga di assumere iniziative volte a rivedere le disposizioni emanate e a definire regole più snelle che tutelino i numerosi volontari impegnati nelle Pro Loco ed altre associazioni presenti sull’intero territorio nazionale, per consentire loro di continuare a perseguire le finalità di promozione sociale, di valorizzazione delle realtà e delle potenzialità naturalistiche, culturali, storiche, turistiche ed enogastronomiche delle località su cui insistono.

Con la circolare n. 555/OP/0001991 del 7 giugno 2017 – recante “Manifestazioni pubbliche. Indicazioni di carattere tecnico in merito a misure di “Safety” -, modificata dalla successiva circolare n. 11464 del 19 giugno 2017, il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno ha emanato disposizioni dirette prevalentemente alle forze dell’ordine, nelle quali sono state fornite indicazioni in merito ai dispositivi e alle misure da porre in essere in occasione di manifestazioni pubbliche, indicando le condizioni di “safety” – intesa come l’insieme delle misure di sicurezza preventiva, attinenti a dispositivi e misure strutturali a salvaguardia dell’incolumità delle persone – e “security” – che riguarda i servizi di ordine e sicurezza pubblica “sul campo”;

la circolare del 19 giugno ha chiarito in particolare il ruolo dei Comuni ai quali spetta attivare tutte le verifiche preliminari per evitare il sovraffollamento ed effettuare una valutazione complessiva dei rischi; le operazioni descritte dalle due circolari devono essere compiute dagli organizzatori dell’evento e dalle forze dell’ordine;

con la direttiva n. 11001/110 (10) Uff. II – Ord. Sic. pub del 28 luglio 2017, inviata ai prefetti dal capo di gabinetto del Ministero dell’interno, sono stati indicati i Modelli organizzativi per garantire alti livelli di sicurezza in occasione di manifestazioni pubbliche;

Pur condividendo le finalità delle due circolari, volte a garantire la massima sicurezza allo svolgimento di pubbliche manifestazioni in modo da ridurre al
minimo i potenziali rischi per i cittadini, occorre sottolineare che le misure in esse contenute stanno creando enormi disagi organizzativi alle Pro Loco e alle associazioni di volontariato oltre ad un dispendio economico non indifferente sia per la formazione degli addetti alla sicurezza sia per le pratiche progettuali.

La situazione descritta rischia di portare alla chiusura delle associazioni e di molte loro attività con un danno irrimediabile alla vita sociale dei territori nei quali operano, per questo è necessario rivedere totalmente la direttiva e le circolari emanate dai Prefetti valutando una serie di fattori come ad esempio il numero della popolazione, la grande città rispetto ad un piccolo centro ed il tipo di eventi.