In questi giorni ho seguito con attenzione il dibattito sulla disponibilita che l’amministrazione di Martellago ha offerto alla richiesta di accoglienza di un certo numero di profughi nel territorio comunale.
L’Italia, come tutti sanno, si trova al confine di guerre, conflitti e instabilità che non ha deciso, ma con le quali si deve comunque confrontare.
In questi mesi molti paesi dell’area MENA “Medio Oriente – Nord Africa” sono in fiamme, straziati da conflitti interni e in molti casi interessati a dominazioni spietate, come quella dell’Islamic State (Isis) in Siria, Iraq, Libia…o Boko Haram in aree vaste dell’Africa Sub sahariana.
I profughi non sono genericamente immigrati, e non sono terroristi. Sono persone (come dice il dizionario della lingua Italiana) che fuggono dalle guerre e dalle atrocità.
Per come la penso io, che discendo da una famiglia, che ospitava e nutriva sfollati e sbandati durante la Seconda Guerra Mondiale, trovo che il dovere di accogliere chi scappa dalla ferocia della guerra, sia un valore umano irrinunciabile.
Qualcuno può dire che arriveranno anche i terroristi, i delinquenti. Può darsi, ma fino ad oggi chi è venuto in Europa per delinquere non ha viaggiato su un barcone rischiando la vita, e chi ha colpito le nostre città con il terrore, era nella maggior parte dei casi cittadino europeo, o perfettamente integrato dal punto di vista della casa, della famiglia e del lavoro.
Per questa ragione non mi scandalizza un sindaco che dichiara la disponibilità all’accoglienza.
Ma ciò che sul piano dei valori di solidarietà, che caratterizzano il nostro modello di civiltà è normale, può risultare complesso allo stato pratico.
La possibilità di accogliere non è solo una questione di valori, ma di strutture e di organizzazione, che comuni piccoli o che non hanno strutture ricettive, o dedicate all’accoglienza non hanno.
Mi dispiace pensare che la comunità in cui sono cresciuto, in cui tutto odorava (e odora) di sacrestia e di buone intenzioni, tratti con spregio chi scappa dalla guerra, e non li sappia distinguere dai pochi, seppur detestabili, che delinquono.
Diverso è invece evidenziare l’impossibilità di organizzare l’accoglienza in modo dignitoso e affrontare con le istituzioni soluzioni alternative che devono vedere coinvolto soprattutto il Ministero dell’Interno.
Se invece a Martellago la capacità di accoglienza esiste, sarebbe opportuno che le modalitá con cui verrá esplicitata venissero quantomeno condivise con la cittadinanza.