Mi piace l’acqua. Ho sempre avuto una buona acquaticità. Ma l’acqua sta bene nel mare, nei fossi, nei fiumi, nei laghi o nei canali. Quando esonda, entra in casa è fastidiosa, sgradevole. Si insinua dappertutto e fa un sacco di danni.

Ho iniziato a occuparmi di acqua nel novembre 2010, data in cui la mia taverna non era stata ancora invasa dalle acque.

Nel novembre 2010 molte zone di Padova e Vicenza furono sommerse dalle acque piovane. Ci furono delle vittime e danni per milioni di euro.

Aveva piovuto molto? Certo, ma forse non più di quanto era potuto piovere molto in passato.

All’indomani di questo evento presentai in Consiglio Regionale una proposta di legge (mai giunta in approvazione) sulla permeabilità dei suoli, una iniziativa che si basava su un’idea molto semplice: il cemento, come l’asfalto, sono materiali quasi totalmente impermeabili, motivo per cui le acque vengono canalizzate con quantità e velocità più elevate.

Differentemente la nuda terra assorbe.

Il concetto è molto semplice: stropa (chiudi) i fossi, costruisci strade e piazzali in asfalto e cemento….costruisci un disastro.

A distanza di 6 anni se leggo le cronache delle nostre zone (provincia di Venezia e Miranese) non è infrequente leggere di bombe d’acqua e di case, o attività che sono andate sotto.

È capitato a me due volte tra settembre e ottobre. Ma la mia è una delle tante storie di chi, costruendo con un permesso del comune, sotto il piano campagna si è trovato l’acqua in casa. Per non parlare di chi l’acqua se l’è trovata a pian terreno. È lecito chiedersi e chiedere il perché ciò accade? È lesa maestà chiedere all’amministrazione comunale di attivarsi per comprendere il motivo di questo avvenimento e di provare a verificare se non ci sia qualche anomalia sul flusso delle acque? È sbagliato chiedere alle amministrazioni di attivarsi affinché famiglie e imprese possano contare che questi avvenimenti non si ripetano? Io credo che queste siano le domande di molti.

A distanza di 32 giorni dalla mia richiesta scritta di chiarimenti all’amministrazione, che interpreta le domande di molti, tra le altre cose sono stato invitato telefonicamente ad una commissione che dovrebbe svolgersi questa sera. Una commissione …. che non so che discussione possa fare visto che in 32 giorni nessun tecnico di nessuna amministrazione è venuto a capire sul posto, nel mio quartiere, cosa è accaduto.

Contrariamente a quanto può pensare qualcuno, non c’è alcuna rivendicazione. C’è solo la sacrosanta necessità di capire perché, mentre per anni queste cose non sono accadute, ora stanno accadendo. E soprattutto di conoscere cosa si intende fare per proteggere il territorio dalle acque.

La stagione delle piogge sta per iniziare e spero davvero che qualche risposta o qualche iniziativa possa essere assunta.

Perché se il fiume è vuoto e le nostre casa sono piene….qualche problema oggettivamente c’è.