“Sveja bauchi descanta macachi”!
Chi non capisce questa frase vada a vedersi la traduzione e il significato in rete….ma certamente un veneto la comprende al volo.
Veneti appunto! Popolo che ha lavorato, che ha creato ricchezza, che ha generato lavoro. Popolo che ha un po’ evaso le tasse, ma che pur evadendole, ne ha pagate molte di più di altri popoli Italici.

Popolo che ha fatto “muzìna”…che ha risparmiato, e che ha affidato i propri risparmi alle proprie banche, governate da nomi blasonati dell’imprenditoria veneta, industriali, super manager rigorosamente d.o.c.g.
Gente che negli ultimi anni oltre a “fare schei” con la propria impresa (cosa buona e giusta soprattutto se genera lavoro), traccheggiare con la propria banca, scalare qualche carica in Confindustria locale, non ha perso occasione per criticare l’efficacia e l’onestà della politica locale, nazionale e quando i fatturati hanno superato i 50 milioni, anche quella internazionale. Distribuendo “morale” a destra e a manca.
Se un anno fa un veneto tipo (confesso…anche io) si fosse trovato a decidere se acquistare un titolo di stato della Repubblica Italiana o un’azione della Popolare di Vicenza o di Veneto Banca….non ci sarebbero stati dubbi. Al rogo lo stato!
La mia banca è più solida, ci sono gli “schei” veri, non come lo Stato che ha solo debiti, e che per tentare di pagarli mi porta via il 50% di quello che produco…..
Poi improvvisamente si apre il precipizio, le azioni crollano e si comincia ad intravedere che dietro le sedi faraoniche, le assemblee dei soci con cattering a 6 portate e la miriade di filiali disseminate tra nord est ed est Europa gli “schei” non sono veri…Di vero ci sono solo miliardi di euri che non ritorneranno mail, e un pacchettino di azioni che se lo vendi a peso a quelli della carta riciclata prendi di più.
E si scopre anche che quegli imprenditori e mega manager che hanno aumentato fatturati, ricavi e soprattutto dividendi delle proprie aziende, alla guida di una banca si sono dimostrati inadeguati, incapaci e qualcuno dice, in certi casi, anche disonesti o inopportuni.
E gli schei che si sono presi?! Ma quello è il minimo. Avessero fatto bene, sarebbero stati schei ben spesi!
Morale della favola e cronaca di questi giorni, migliaia di persone che avevano investito risparmi, liquidazioni, piccoli pezzetti di eredità, “quattro shei” frutto di rinuncia a ferie e altri vezzi inutili….si sono svegliate una mattina e hanno scoperto che invece dei propri risparmi, avevano in mano un pacco di carta straccia.
Tra l’Etruria e il Lazio qualche mese fa hanno fatto un casino per molto meno.
Qui si sarebbe dovuta fare una rivoluzione. Da noi invece “tutti sìti”….”va ben bauco che me son fato ciavàr….ma vuto che sia anca mona a contarlo in giro!?”….
Sul piano delle responsabilità civili, i nuovi consigli di amministrazione tentennano sulle azioni di responsabilità degli ex amministratori….se le faranno e quando le faranno, sarà sempre tardi e solamente perché la pressione dell’opinione pubblica è diventata insostenibile.
Di azioni della magistratura nemmeno l’ombra…eppure qualche profilo penale in queste vicende ci dovrebbe e ci potrebbe essere, forse qualche procura dovrebbe iniziare a mettere il naso sul “furto del secolo”…ma a quanto pare l’obbligatorietà dell’azione penale scatta solo quando i reati, o le notizie di reato, riguardano la pubblica amministrazione.
Intanto il fondo Atlante si è pappato il 93,3% della popolare di Vicenza. Ciaone Banca!
La quotazione in Borsa è saltata perché non “c’è il flottante”….mi pare di sentirli i veneti…”Maria! Cossa xe sto flotante”. Ma a leggere tra le righe appare chiaro che la CONSOB e la Borsa respingono la quotazione perché il fatto di non essere andati avanti con le azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori non offre un quadro di chiarezza tale da rassicurare il mercato. Il tutto alla vigilia dell’assemblea di Venetobanca che si annuncia complicata e che prefigura un percorso simile alla Popolare di Vicenza.
I giornali locali questa mattina danno la notizia. Interviste, risvolti. Nessun giudizio, nessuna lettura e provo a pensare per un attimo a cosa avrebbe scritto Giorgio Lago di tutta questa vicenda, dei poveri cristi che ci hanno rimesso i soldi, del silenzio delle confindustrie, delle associazioni di categoria, delle chiese e del fatto che il Nord Est ha perso alcuni miliardi di Schei Veri, quelli che oggi sarebbero stati utili per accompagnare l’economia reale verso una ripresa che vediamo ancora lontana e difficile.