Sabato scorso a Martellago è accaduto un avvenimento senza precedenti. Una ragazza è stata aggredita, a scopo sessuale, mentre attraversava il sottopasso ferroviario a Maerne.

In questi giorni sono scoppiate polemiche che a mio modo di vedere non hanno nessun senso. Soprattutto se si vuole imputare a chi giustamente è preoccupato per la sicurezza, di procurare allarme sociale.

L’episodio di sabato infatti rappresenta solo l’apice di una serie di avvenimenti che hanno incrementato la percezione di insicurezza da parte di molti cittadini.

I furti notturni, scassi alle auto, tentativi di furti anche nelle ore diurne si contano ormai a decine. E lo stesso si può dire anche per gli altri comuni di quella che è ormai diventata la periferia urbana di Mestre.

Il tema della sicurezza, com’è noto, compete principalmente alle forze dell’ordine che spesso oggi, a causa dei tagli e delle riduzioni d’organico, faticano ad avere un controllo efficace del territorio. E riguardo a questo tema, occupandomene in Commissione, posso dire senza tema di essere smentito, che Polizia di Stato e Carabinieri fanno già di più di quello che possono.

La domanda di sicurezza che i cittadini di Martellago rivolgono allo Stato e all’Amministrazione, non è lesa maestà ma una legittima richiesta di chi vive in una comunità e chiede ci siano le condizioni minime di serenità.

Al netto delle indagini sull’episodio di “san Valentino”, che mi auguro possano produrre presto un esito ed assicurare alla giustizia il responsabile (vedremo poi se sarà un marocchino, un tunisino, un egiziano, un libico o un algerino…) credo che oggi sia prioritario verificare se quanto già si fa per la sicurezza a Martellago, a tutti i livelli è sufficiente, oppure se insieme bisogna fare altro.

Intanto una prima risposta c’è ed è un segno importante. La marcia di sabato sera, che alcuni cittadini hanno deciso liberamente di convocare, rappresenta la risposta migliore. La volontà di riappropriarsi dei luoghi, di abitare la città, sottraendo lo spazio dove può nascere il degrado e avvenire la violenza.

In un certo senso è simile alla marcia di Parigi, ovvero un gesto che significa che “noi siamo tutti la ragazza aggredita, non abbiamo paura e gli spazi della città ci appartengono”.

La sicurezza non è un’opinione, ma uno dei diritti fondamentali dei cittadini di uno Stato libero, che nel caso dell’Italia è addirittura sancito dalla Costituzione Italiana.

Se dai cittadini emerge una forte domanda in questo senso, credo sia necessario mettersi in ascolto e insieme alle istituzioni preposte provare a dare delle risposte credibili ed efficaci.